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Per solennizzare il
cinquantenario del regno dell'imperatore Francesco Giuseppe I, che ricorreva
nel 1898, l'alta burocrazia austriaca propose di erigere una statua in onore
del sovrano in una piazza pubblica di Trieste. Poichè nel 1897 la piazza
delle Poste era rimasta vuota e si presentava quale probabile sede del nuovo
monumento, gli irredentisti triestini con tempestività promossero la
realizzazione di una fontana monumentale; così narra la storiografia locale
filo-italiana. Ricerche d'archivio hanno però rivelato che già il 6 febbraio
1896 il Comune di Trieste bandì il concorso per una fontana decorativa da
sistemare proprio al centro della piazza delle Poste tra due giardinetti.
Agli artisti erano richiesti il bozzetto e la relazione descrittiva ed
estimativa del progetto, contraddistinti da un motto che ne garantiva
l'anonimato.

Dalle cronache dell'epoca veniamo a sapere che a questo concorso, cui
vennero presentati ben sedici bozzetti - senza però giungere ad un esito
soddisfacente - ne seguì un secondo indetto il 22 luglio: i dieci bozzetti
proposti a quest'ultima gara vennero esposti al pubblico, suscitando grande
indignazione e pesanti stroncature.
In questo clima altamente negativo il Comune entrò in trattative con lo
scultore Franz Schranz autore del bozzetto "Mare" presentato al primo
concorso, chiedendogli di apportarvi alcune modifiche e un nuovo
particolareggiato preventivo; il 12 maggio 1897 fu stipulato il contratto
tra il Podestà e "lo scultore e intagliatore in legno altoatesino Franz
Schranz" (professore dal 1892 al 1919 alla "Scuola Industriale dello Stato"
di Trieste) per l'esecuzione della fontana in base al bozzetto dello stesso
Schranz, approvato dal Civico Ufficio Tecnico. Il contratto prevedeva la
realizzazione dell'intera opera - gradini, bacino, figure allegoriche e
conchiglia di coronamento - tranne le fondamenta e le condutture idrauliche
che restavano a carico del Comune; l'opera doveva essere compiuta in pietra
di Grisignana "senza difetto e di buona qualità, con diligenza ed esattezza
di lavoro, a perfetta regola d'arte". Lo scultore si impegnava a consegnare
l'opera completa in tutte le sue parti e collocarla "al suo posto non più
tardi del 31 maggio 1898 per il prezzo convenuto di fior. 13.575" (CMSA,
doc. Trieste 7529).

Lo scultore eseguì un'ampia vasca polilobata al centro della quale si ergono
tre possenti ed energiche figure, due tritoni e una nereide, che sostengono
una conchiglia; da questa deborda l'acqua che ricade abbondante a bagnare le
divinità. L'insieme equilibrato e armonioso è trattato con vigore alla
maniera di Auguste Rodin. La firma F. Schranz e la data 1899 sono incise
alla base della nereide. Per l'eccessivo costo del suo allacciamento anche
questa fontana, come altre in città, rimase inerte per molti anni.
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