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(Polpette di
bollito)
II piatto, un tempo molto
diffuso nelle famiglie triestine, è
citato dalla Stelvio che lo chiama "bistecchine di bollito".
Esso rappresentava il sistema più comune per riutilizzare
la carne con cui s'era preparato il brodo, quando essa era
di qualità troppo "nervosa" o grassa risultando perciò ina-
datta per altre riutilizzazioni.
— tre etti di carne bollita
( nerveti e parti grasse comprese)
tritata
— due
luganighe nostrane pelate e sminuzzate
— una tazza di
pangrattato
— latte
— noce moscata
— sale e pepe
— un bicchiere d'olio
In una terrina mescolate
la carne bollita, le salsicce smi-
nuzzate e il pangrattato. Bagnate l'impasto con il latte suf-
ficiente ad ammorbidirlo. salatelo, pepatelo e profumatelo
con un pizzico di noce moscata.
Con le mani unte d'olio
formate delle polpettine legger-
mente schiacciate che allineerete in una padella piuttosto
ampi.) dove avrete riscaldato l'olio a una temperatura di
1 n^i : ,
Rosolatele da entrambi i
lati e servitele calde o fredde, al
naturale o nappate con salsa di pomodoro calda.
Varianti
A la Stelvio. Al
posto delle salsicce utilizzate una cipolla
tritata rosolata a parte. Sostituite il pangrattato con mol-
lica di pane inzuppata nel latte. Eliminate la noce moscata.
Dopo aver modellato le polpettine, passatele nella farina
prima di friggerle in olio caldo.
In sugo. L'impasto
è simile a quello della variante prece-
dente. ma a; posto della cipolla rosolata usate uno spic-
chio d'aglio crudo, tritato molto finemente.
Profumate .impasto con un po' di cannella.
Dopo aver rosolato le polpette infarinate nell'olio, versate
nella padella una tazza di passata di pomodoro e qualche
cucchiaio d'acqua pura. Lasciate sobbollire le polpette nel-
la salsa sinché questa si sia alquanto ristretta.
Il piatto può essere completato con una manciatina di
prezzemolo tritato.
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