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Il Tarassaco
sicuramente è l'erba spontanea più conosciuta e più raccolta. Infatti, a
primavera lungo qualunque strada, anche quelle di grande comunicazione,
si vedono molte persone curve a raccogliere questo vegetale per usarlo,
purtroppo, in insalata. Non ho usato l'avverbio «purtroppo» per sbaglio
perché le persone che raccolgono il Tarassaco lungo le strade non sanno
o non tengono conto che questa pianta salutare e benefica di per sé, è
piena di piombo tetraetile, da diventare invece una pianta quasi
velenosa.
Quindi se si raccoglie questa pianta volendo godere delle sue virtù e volendo portare in tavola un piatto veramente salutare, bisogna aver cura di raccoglierla in prati distanti dalle grandi strade, in prati in aperta campagna. Il Tarassaco fa un fiore giallo che quando è maturo si trasforma in una sfera bianca che ì bambini si divertono a disfare, soffiando. Forse è questo il motivo per cui viene anche chiamato «soffione». Conosciuto da sempre come «verdura» depurativa è stato consumato crudo o cotto sulle mense di molte generazioni, in insalata o adoperato per uso medicinale in decotti e infusi. Le radici, che si raccolgono da maggio a ottobre (si possono essiccare al sole per uso invernale) contengono: tarassicina, tarassina, tarasserolo (che agiscono sul fegato e sulla cistifellea), acido caffeico, oleico, linoleico, vitamina A B C D PP. Le foglie (fresche o essiccate) contengono: fitosterolo, tarassina, colina, vitamina C, tracce di tannino
Uso culinario:
Le foglie di Tarassaco vanno di preferenza consumate crude in insalata, da
sole, o aggiunte a altre verdure crude o in insalate miste. Cotte, si usano
come Spinaci, passati al burro o in insalata condita con olio e limone e
consumata appena tiepida.
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